Con circolare del 27 maggio scorso, il Ministero della salute ha ribadito alcune indicazioni sull’uso delle piante, delle loro parti o degli estratti negli integratori alimentari per garantire la sicurezza e tutela dei consumatori, constatato che, nell’attività di controllo, viene riscontrata sempre con maggior frequenza la presenza di prodotti composti da sostanze vegetali che non sono impiegabili nella produzione di integratori.
In particolare, sono forniti chiarimenti in merito (i) a quali piante o loro estratti abbiano una storia significativa di consumo alimentare e possano essere impiegati negli integratori (altrimenti sono considerati novel food e, pertanto, non impiegabili sino al rilascio dell’autorizzazione); (ii) ai contenuti dell’elenco allegato al d.m. 10.8.2018 (che reca l'elenco delle sostanze e dei preparati vegetali ammessi all'impiego negli integratori alimentari e fornisce specifiche indicazioni sugli adempimenti da effettuare a supporto della loro sicurezza e al fine di elevare il livello di tutela dei consumatori); (iii) alle caratteristiche che devono avere gli estratti e i preparati per essere impiegati negli integratori; (iv) alla corretta definizione di estratto; (v) alle valutazioni che gli Operatori del Settore alimentare (OSA) devono compiere sugli integratori alimentari che potrebbero avere effetti indesiderati per la presenza - tra gli ingredienti - di diverse piante.
Il Ministero ricorda, in ogni caso, che l’integratore alimentare, a prescindere dalla composizione, deve sempre rispondere ai requisiti previsti dalla normativa vigente, comprese le disposizioni a tutela della sicurezza alimentare, nonché le disposizioni relative all’etichettatura e alla pubblicità dei prodotti alimentari. In merito a tale ultimo profilo, si sottolinea il divieto a fare riferimenti ad attività di prevenzione o cura di patologie o a qualunque comparazione di farmaci e agli effetti a questi ultimi attribuibili.
Infine, viene richiesto all’OSA di comunicare al Ministero, con urgenza, eventuali nuovi dati a sua conoscenza su effetti collaterali o inattesi di piante impiegati nei propri prodotti, rendendo note anche tutte le iniziative adottare per garantire la tutela della sicurezza dei consumatori.