La Commissione europea ha acceso i riflettori su un tema che riguarda sempre più da vicino il settore dei dispositivi medici: gli ecosistemi chiusi.
Il caso nasce dall’indagine avviata contro Align Technology a fronte del presunto legame tra gli allineatori Invisalign e gli scanner iTero. Tale sistema, infatti, impedirebbe di certificare scanner concorrenti e di accettare scansioni provenienti da dispositivi di terzi.
L’intervento dell’Antitrust europeo dimostra come, anche nel medtech, le strategie commerciali, basate sulla scarsa interoperabilità, possono essere valutate alla luce dell’art. 102 TFUE.
Se un’impresa, molto forte sul mercato, rende difficile usare prodotti o dispositivi concorrenti, il tema non è più solo commerciale o tecnologico, ma investe anche il mondo antitrust.
In quest’ottica, una “chiusura tecnica” non diviene automaticamente illecita, ma deve poter essere giustificata da ragioni oggettive, come sicurezza, prestazioni o conformità regolatoria.
Interoperabilità, accesso alle piattaforme, compatibilità tecnica e gestione dei componenti di terzi diventano temi sempre più strategici, non solo sul piano industriale, ma anche su quello concorrenziale.