Rassegna
di diritto
farmaceutico
e della salute

Fondata nel 1970
da Antonio Astolfi

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Primo piano

La ricetta italiana diventa europea: opportunità e criticità della prescrizione transfrontaliera digitale


29/10/2026
News

Il decreto del 17 settembre 2026 disciplina le prescrizioni rilasciate in Italia e utilizzabili nelle farmacie degli altri Stati dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. La novità principale è la concreta operatività della prescrizione transfrontaliera elettronica, accanto alla tradizionale ricetta cartacea. Il sistema riguarda sia i medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale sia quelli acquistati privatamente, mentre restano esclusi i medicinali soggetti a prescrizione medica speciale, tra cui quelli sottoposti alla disciplina sugli stupefacenti. La ricetta elettronica italiana potrà essere acquisita dalla farmacia estera attraverso l’infrastruttura europea eHDSI, mediante il punto nazionale NCPeH, il National Connector italiano e il Sistema Tessera Sanitaria. Il paziente dovrà presentare un documento d’identità, il codice fiscale e il numero NRE o NRBE della prescrizione. La farmacia estera potrà così verificare in tempo reale l’esistenza, la validità e la spendibilità della ricetta e, una volta dispensato il farmaco, l’operazione sarà comunicata al Sistema Tessera Sanitaria per impedirne un secondo utilizzo.

L’effetto positivo più evidente è una maggiore continuità terapeutica per chi viaggia, lavora o soggiorna in un altro Stato europeo, con una riduzione del rischio di interruzione delle cure e della necessità di ricorrere a una nuova visita medica nel Paese di soggiorno. La conversione delle codifiche farmaceutiche nazionali può inoltre contribuire a ridurre gli errori nell’identificazione del medicinale prescritto. 

Non mancano, tuttavia, alcune criticità applicative. La procedura elettronica sarà disponibile soltanto negli Stati che avranno attivato lo scambio dei dati con l’Italia e riguarderà esclusivamente i medicinali inseriti in uno specifico elenco ministeriale, da pubblicare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto e successivamente aggiornare.

In assenza del collegamento elettronico, o su richiesta del paziente, resterà quindi necessario ricorrere alla prescrizione cartacea completa dei dati richiesti.

Un ulteriore limite riguarda l’aspetto economico: il paziente dovrà anticipare il prezzo applicato nello Stato estero e richiedere successivamente il rimborso. Particolare attenzione merita anche l’ipotesi della dispensazione parziale, poiché la prescrizione non sarà più utilizzabile, né all’estero né in Italia, per i medicinali residui. Sul piano della protezione dei dati personali, il decreto prevede specifiche misure di sicurezza, pseudonimizzazione e conservazione dei dati del National Connector per dieci anni.

Nel complesso, la riforma rappresenta un passo significativo verso una sanità europea realmente interoperabile, capace di accompagnare il cittadino anche oltre i confini nazionali. La sua effettiva portata dipenderà però dall’adesione degli Stati, dall’ampiezza dei medicinali concretamente prescrivibili e dalla semplicità delle procedure per pazienti, medici e farmacisti.

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